Allattamento al seno

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Indagine sull'allattamento materno in Campania ed in Umbria
CENTRO SPERIMENTALE
PER L'EDUCAZIONE SANITARIA INTERUNIVERSITARIO


Università di Perugia - Università di Napoli "Federico II"


INDAGINE SULL'ALLATTAMENTO MATERNO

Il gruppo di lavoro del CSESI che ha condotto quest'indagine è composto da
G.Annecchiarico, C. De Caprio, A. Ferrante, G. Zona.

La ricerca è stata coordinata da
Angelo Coppola, Anna Ferrari e da Alfredo Pisacane



OBIETTIVI
  • Conoscere lo status quo dell'allattamento al seno in Campania ed in Umbria
  • Indagare i fattori che favoriscono l'allattamento o che lo rendono problematico per alcune madri
  • Indagare lo stato attuale della promozione dell'allattamento materno nei luoghi di parto
  • Raccogliere le proposte delle madri e degli operatori sanitari per promuovere l'allattamento
  • Produrre un manualetto per le madri sulla promozione dell'allattamento e su come affrontare i piccoli problemi della prima settimana successiva al parto
  • Produrre un manualetto per operatori sanitari su come promuovere l'allattamento materno


METODI
È stato condotto uno studio di tipo osservazionale-trasversale, nel quale tutte le informazioni disponibili sono state ricavate tramite questionari somministrati alle madri e agli operatori sanitari in un'unica occasione. Contemporaneamente a questo studio, ne è stato eseguito un altro di tipo prospettico, con interviste mensili alle madri, di cui sarà riferito in altra sede.
  • I partecipanti a questo studio
    i pediatri e le madri
    Sono stati invitati a partecipare all'indagine 17 pediatri di base dell'Umbria e 24 pediatri di base della provincia di Napoli. I pediatri prescelti sono stati quelli che, nella lista dei pediatri di libera scelta, accettavano per primi di partecipare alla ricerca. Essi fornivano la lista di tutti i loro assistiti di età compresa tra 11 e 16 mesi. Le famiglie di tali bambini venivano contattate telefonicamente; in seguito la madre era intervistata a casa o nello studio del medico curante.
    Le interviste sono state effettuate tra il luglio e l'ottobre del 1994.
    i responsabili dei luoghi di parto
    Nel complesso, sono stati visitati 27 luoghi di parto (20 in Campania e 7 in Umbria), i cui responsabili sono stati intervistati (questionario allegato) per conoscere quanto veniva fatto al momento sulla promozione dell'allattamento materno.
    A 5 operatori di ogni maternità, di varia qualifica professionale, veniva inoltre sottoposta una bozza di "manualetto su come promuovere l'allattamento materno nei luoghi di nascita" per tentare di giungere ad una stesura definitiva accettata con largo consenso.
  • La definizione di allattamento al seno
    In questa indagine, per allattamento al seno esclusivo si intende la somministrazione di solo latte materno, senza aggiunta di alcun altro cibo liquido o solido. L'allattamento si considera misto quando al latte materno sono aggiunti altri liquidi (altri latti, succhi di frutta, ecc.) o cibi solidi. L'allattamento al seno è stato tanto classificato come una variabile dicotomica (iniziato vs non iniziato), tanto ne è stata valutata le durata. Nella classificazione dicotomica, si considera che hanno cominciato l'allattamento quei neonati che vengono allattati al seno al momento del ritorno a casa (quindi in III-IV giornata di vita). Nella valutazione della durata, sono state considerate tanto la durata media in giorni, quanto categorie di durata (meno di 3 mesi e oltre 3 mesi).
  • La raccolta dei dati
    Le madri sono state intervistate con un questionario abbastanza semplice, prevalentemente a risposte "chiuse", somministrato da un intervistatore che si recava a casa o allo studio del pediatra curante previo appuntamento telefonico. In genere l'intervista si svolgeva in ambiente tranquillo, solo occasionalmente alla presenza di un altro familiare. Uno degli obiettivi di quest'indagine era quello di capire chi sono le donne che non allattano e perchè non allattano, quali sono le situazioni familiari e psicologiche che facilitano o ostacolano l'allattamento, come le donne vivono le difficoltà proprie, e a volte del bambino, legate all'allattamento. Ovviamente, solo attente domande "aperte" hanno potuto tentare di rispondere a tali interrogativi. In particolar modo in Umbria, la maggioranza delle interviste sono state registrate su nastro e riascoltate in seguito. Ogni intervista è stata infine accompagnata da un commento dell'intervistatore sulla partecipazione della madre, sulle sue osservazioni e sull'ambiente dell'intervista.
    Gli operatori sanitari sono invece stati intervistati nei luoghi di parto nei quali essi operavano.
  • Le dimensioni del campione
    L'obiettivo principale di questa ricerca non era quello di estrapolare i risultati all'universo delle 2 regioni in cui si operava; per tale motivo, il campionamento dei pediatri non è stato rigidamente casuale su base regionale (per la Campania i pediatri sono stati reclutati solo dalla provincia di Napoli). Ciononostante, la numerosità del campione permette di estrapolare per lo meno i dati dell'incidenza e della durata dell'allattamento con una precisione accettabile: considerando infatti i circa 30.000 nati/anno della provincia di Napoli ed i 6000 nati/anno dell'Umbria, ed attribuendo loro un inizio dell'allattamento al seno di circa il 75%, i campioni scelti (400 bambini per la Campania e 200 per l'Umbria) ci permettono una stima del valore della popolazione con una precisione del 95%.
  • L'analisi e l'elaborazione dei dati
    I dati sono stati analizzati con i software statistici SPSS-Pc+ e SPSS per Windows. I fattori associati con un aumento o una diminuzione dell'allattamento materno sono stati analizzati prima con un'analisi bivariata e poi con una regressione logistica di Cox. Il rischio relativo è stato espresso come odds ratio e i limiti di confidenza sono stati calcolati con il metodo di Cornfield. La regressione logistica ha fornito odds corretti per varie covariate.
Per informazioni sui risultati rivolgersi a
Dip. di Pediatria
Via S.Pansini, 5 80131 Napoli
tel. 5451278 - 7463501 - 7463365
Dr. Alfredo Pisacane

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Ricerca Nazionale sull'odierna tendenza alla pratica dell'allattamento al seno
RICERCA SULL'ODIERNA TENDENZA ALLA
PRATICA DELL'ALLATTAMENTO AL SENO

Ricerca Nazionale ACP-Humana

Organizzazione:
Organizzazione: TI&M - Tecnologie Informatiche e Medicina - Messina
Supporto Scientifico: Dr.S. Conti Nibali, Dr.ssa M. Francesca Siracusano (ACP dello Stretto)
Referees: Prof. Giancarlo Biasini - Ospedale M.Bufalini - Cesena
Dr. Maurizio Bonati - Ist. Mario Negri - Milano
Dr.ssa Lucia Castelli - Ospedale Predabissi - Milano
Dr. Giancarlo Cerasoli - Ospedale M. Bufalini - Cesena
Dr. Francesco Marchetti - Consorzio M.Negri Sud - S. Maria Imbaro (CH)
Dr. Dino Pedrotti - Ospedale S. Chiara - Trento
Dr. Alfredo Pisacane - Dipartimento di Pediatria - Napoli
Elaborazione Statistica: CESIST - Università di Messina
Informatica: I.D.S. Informatica - Messina


INTRODUZIONE

L'allattamento al seno, che per millenni ha costituito la sola modalità per alimentare e far crescere il piccolo dell'uomo, ha subito negli ultimi decenni l'influenza di numerosi fattori che ne hanno drasticamente ridotto la prevalenza e la durata (1-3), anche se a partire dagli anni '80 queste si sono incrementate in alcuni paesi industrializzati (4).
Vi è generale accordo nel sostenere che la pratica dell'allattamento al seno vada promossa (5): i vantaggi dell'allattamento naturale sono innumerevoli, sia in termini di mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo (6), sia per i benefici nella prevenzione a lungo e medio termine di patologie così come alcune recenti ricerche sostengono (7-11). I numerosi studi sull'allattamento del neonato mostrano come lo stato socioeconomico (12-14), l'età della madre (3), i comportamenti tenuti nei reparti di maternità (tipo di parto, rooming-in, precoce somministrazione di liquidi, incentivazione all'uso di formule adattate) (15-20), e la non idonea informazione riguardo all'allattamento materno sono asociati con la prevalenza e la durata dell'allattamento al seno.
La considerazione che esisteva un "problema" allattamento al seno, ci ha indotto a intraprendere uno studio epidemiologico osservazionale sull'allattamento del neonato, caratterizzato dal fatto che la raccolta dei dati era effettuata da pediatri di base durante la routinaria pratica ambulatoriale acquisendo notizie riguardanti l'allattamento del bambino durante il periodo neonatale di degenza al reparto di maternità, alla dimissione, e proseguendo con un follow-up mensile eseguito durante i normali controlli ambulatoriali dei lattanti.
I dati aggiornati sulla effettiva prevalenza e durata dell'allattamento al seno in Italia si riferiscono a campioni raccolti in piccole parti del territorio nazionale (città o regioni) (23I, e non vi sono dati recenti riguardanti tutta l'Italia.
Il nostro studio ha avuto come obiettivi: 1) di avere dati sulla prevalenza e durata dell'allattamento al seno su un campione di popolazione rappresentati dalle differenti realtà; 2) di analizzare i fattori che possono spiegare l'avvio e la durata dell'allattamento al seno; 3) di individuare nell'ambito della pediatria ambulatoriale aree di intervento che possano influenzare la pratica dell'allattamento.
Il lavoro ha avuto il supporto di Humana Italia e di IDS Informatica di Messina.


METODOLOGIA

Il reclutamento

Lo studio è stato condotto da 151 pediatri di base sparsi su tutto il territorio nazionale dal 01/02/94 al 31/12/94. Sono stati reclutati 2795 bambini di età inferiore a 180 giorni; 2535 hanno concluso lo studio, 260 sono stati persi al follow-up.
Ogni bambino inserito nello studio era seguito in follow-up fino a quando continuava ad assumere latte materno esclusivo o integrato e comunque fino a 180 +/-15 giorni.
I bambini allattati artificialmente dalla nascita non effettuavano il follow-up.
Per i pazienti persi al follow-up è stato specificato, ove possibile, il motivo.
I genitori non sono stati informati sull'inclusione del loro bambino in un lavoro epidemiologico sull'allattamento al seno.

Tipo di allattamento

Il tipo di allattamento veniva registrato con la raccolta di dati mensili durante i normali controlli ambulatoriali. Un bambino era definito come allattato esclusivamente al seno quando non riceveva altro latte se non quello della madre; era definito come allattato con modalità mista se riceveva anche latte adattato.
Per avvio si è definito un allattamento materno esclusivo di almeno 10 giorni.
La durata di un certo tipo di allattamento per un bambino era definita come il numero di giorni in cui esso è stato eseguito; si è intesa per prevalenza mensile il numero di bambini che eseguivano per almeno 15 giorni all'interno del mese quel determinato tipo di allattamento.

Raccolta dei dati

Ai genitori è stato somministrato un questionario con due schede. La scheda di raccolta dei dati statici ha fornito informazioni sul neonato (caratteristiche del punto nascita, sesso, età gestazionale, tipo di parto, fototerapia, percentile di peso, numero di giorni di ricovero, modalità di allattamento al nido e alla dimissione, epoca della prima suzione, primo contatto con il pediatra); sui genitori (situazione socioeconomica, livello di scolarizzazione, età dei genitori e numero dei figli e di figli precedentemente allattati al seno). La scheda di follow-up ha fornito dati riguardanti il tipo di allattamento eseguito a casa, l'epoca di integrazione e sospensione dell'allattamento al seno con le motivazioni addotte dalle madri; l'introduzione di altri alimenti diversi dal latte, l'eventuale assunzione di farmaci, l'atteggiamento della madre e del pediatra nei confronti dell'allattamento materno.
La raccolta dei dati è stata eseguita mediante un software funzionante su Personal Computer appositamente realizzato per la ricerca da IDS Informatica di Messina. La sempliità del software ne ha consentito l'installazione e l'uso immediato da parte dei pediatri partecipanti allo studio. Alcuni pediatri hanno utilizzato la scheda cartacea in ambulatorio immettendo successivamente i dati sul supporto computerizzato fornito per la ricerca. Durante lo studio sono stati realizzati due steps intermedi di analisi dei dati per valutare la qualità della raccolta (15/03/94 e 30/06/94).

Analisi dei dati

l'analisi statistica dei dati è stata eseguita dal CESIST dell'Università di Messina.
La raccolta computerizzata dei dati ne ha consentito una rapida elaborazione.
Per valutare i fattori associati all'avvio dell'allattamento materno esclusivo si è utilizzata dapprima un'analisi univariata tramite il test del chi-quadro ed il calcolo dell'odds ratio e dei rispettivi Intervalli di Confidenza al 95%; successivamente tutte le variabili sono state prese in considerazione in un'analisi multivariata utilizzando il metodo della regressione logistica.
Per valutare i fattori associati alla durata (in giorni) dell'allattamento materno esclusivo si sono utilizzate le curve di Kaplan-Meier, calcolate per le diverse variabili e confrontate tramite Log-rank test; successivamente tutte le variabili sono state prese in considerazione in un'analisi multivariata utilizzando il metodo della regressione di Cox.
È stato considerato significativo un p < 0.05.
Per l'analisi statistica è stato utilizzato il software SPSS (Chicago, USA).

Per informazioni sui risultati rivolgersi a
TI&M
Via Trento n.2G - 98123 Messina
Tel. (090) 695500 - Fax (090) 693444

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